Chi sono

Sono Federico Baglioni, studente laureato nel 2010 in Biotecnologie Industriali e Ambientali presso l’Università degli Studi di Milano. Sto ora frequentando il secondo anno della laurea specialistica in Biotecnologie Molecolari e Bioinformatica sempre presso UNIMI.

FB et al. nasce dalla voglia di fare un po’ di informazione sulle biotecnologie agrarie e dintorni, troppo spesso divulgate al grande pubblico da persone non competenti, attraverso l’uso di argomentazioni non scientifiche, superficiali e, a volte, decisamente ideologiche.

Noi biotecnologi (studenti, laureati, ricercatori e professori) abbiamo non solo il diritto, ma anche il dovere di spiegare e raccontare come stanno le cose (da un punto di vista scientifico) sulle biotech, condividendo le nostre conoscenze ed esperienze, in modo preciso e dettagliato, cercando al tempo stesso di essere chiari e semplici. La base per un giudizio dovrebbe essere, su qualunque tema, non l’appartenza politica o un pregiudizio, bensì il metodo scientifico e la verifica di dati e fonti, fattori spesso dimenticati, ma importanti per far crescere opinioni consapevoli e non preconcette.

Sul tema delle biotecnologie agrarie questo è di fondamentale importanza, non solo per i biotecnologi, ma anche per sviluppare riflessioni e quello spirito critico che oggi sembra mancare, non solo su questo tema. Un’assenza di spirito critico che rappresenta uno dei primi sintomi del fallimento di un paese.

Federico Baglioni

4 risposte a Chi sono

  1. Ettore ha detto:

    Mi piacerebbe sapere dal signor Federico Baglioni, a seguito di un suo passato intervento su http://blogeko.iljournal.it sulla pericolosità degli ogm, cosa ne pensa della preservazione della biodiversità floro-faunistica italiana: se minimanente si rende conto della complessità fitosociologica e floristica, e quindi ecologica, del Paese in cui vive visto che parla così tanto bene delle biotecnologie imposte dalle grandi compagnie su cui, se permette, è legittimo porsi il dubbio sulla finalità delle (giustissime e necessarie) ricerche scientifiche che finanziano, sbugiardando tutte le altre da loro non contemplate e mettendole alla gogna come “cialtroneria”. Puntiamo verso l’appiattimento monospecifico che è il punto chiave del processo evolutivo, si sa che i processi ecologici non favoriscono i popolamenti con variabilità genetica vero? Obblighiamoci a infarcire ancora di più l’egemonia Monsanto&co invece di parlare di recupero delle vecchie sementi -cerealicole, frutticole e orticole così come per le razze d’allevamento, peculiari quasi regione per regione- delle proprietà nutrizionali e del loro adattamento naturale millenario, che costituiscono la ricchezza e la potenzialità a livello locale nonché nazionale. Ciò che mi spaventa è che nel nome del (fondamentale) progresso scientifico vi tappate gli occhi e accettate acriticamente tutto solo perché vi forniscono i mezzi per ricercare. Tra l’altro su un argomento del genere che non può assolutamente, ma assolutamente, definirsi ancora sicuro in maniera oggettiva (nonostante l’attuale impiego massiccio di soia etc modificati) e che chissà perché ricorda velatamente lo strettissimo mondo medico-farmaceutico.
    dott. Ettore Drenaggi, laureato in “Scienze forestali e ambientali” e “Progettazione e gestione del verde urbano e del paesaggio”

    • fedebiotech ha detto:

      Caro Ettore,
      io trovo importante preservare la biodiversità floro-faunistica italiana. In questo contesto, però, non ha senso indicare gli OGM in sè come il male. Perchè non ha sempliceemnte senso e si ottiene solo la propaganda che si è fatta negli ultimi quindici anni. Io raramente parlo tanto bene delle grandi compagnie, anzi: chi mi conosce sa che uno dei motivi per cui mi batto è proprio per poter valorizzare la ricerca pubblica e tutti i piccoli progetti dei piccoli enti (no profit compresi) che sono al momento grandi assenti. Assenti non perchè non ci siano proposte, ma perchè, oltre alla grande carenza di risorse, ci sono costi normativi, burocratici impensabili; boicottaggi vari, nessuno che vuole spendere un centesimo o mostrati vagamente a favore di ALCUNI prodotti, pena essere visto come il distruttore del mondo, dei contadini del mondo, della natura ecc ecc..Cos’ha provocato tutto questo?..ha provocato lo strapotere delle multinazionali, quelle poche grosse che hanno i soldi per sobbarcarsi costi assolutamente spropositati e che possono rientrare nei costi vendendo solo OGM che diano un buon margine di rprofitto e siano utilizzabili in larga scala. Vi è poi una questione di fondo: gli effetti sulla standardizzazione non è dovuta agli OGM, ma semmai a chi li utilizza (esistono nummerosi progetti che potrebbero restituire antiche colture abbandonate o attaccate da questo o quel virus). L’egemonia Monsanto deriva dal fatto che una piccola impresa biotecnologica o addirittura la ricerca universitaria aldilà della pura ricerca non può far nulla perchè se appena si azzarda a iniziare prove sperimentali in campo (di colture sterili magari) viene bruciato tutto o da vandali o da ministeri inadempienti. A me spaventa proprio questo. L’essere contro in maniera assolutamente acritica..contro gli OGM come se si trattasse di un prodotto unico con caratteristiche definite, quando è sintomo unicamente della tecnica utilizzata. L’appiattimento monospecifico deriva dalle multinazionali non certo dall’essere OGM. Per quanto riguarda l’adattamento millenario…virgola..E’ da secoli e millenni che l’uomo modifica tutto quanto, seppur in maniera assolutamente casuale; dunque per logica se pretendiamo studi su studi e decenni di ricerche per una tecnologia che modifica una piccola e controllata regione, ritengo ovvio che lo stesso vada fatto su colture modificate a casaccio con incroci, mutagenesi, radiazioni ecc..In questo caso, invece non c’è alcun particolare studio di sicurezza e si può commercializzare quel che si vuole, ovviamente anche con monocoltura da semi venduti da multinaizonali. In questo caso però lo chiamiamo made in Italy. Ma come?..Mi chiedo quale sia poi la sicurezza oggettiva richiesta..il 100%? l’assoluto?..no perchè tanti pretendono il 100% dagli OGM, ma non hanno alcuna richiesta verso le colture tradizionali amnche se con caratterisitche assolutamente paragonabili e, spesso e volentieri, peggiori perchè quelle le farebbe “mamma natura”. Ecco questa è la visione critica che mi spaventa. Certo, molto più facile da digerire, perchè divide il mondo in buoni o cattivi senza entrare nel merito, ma a perdere siamo noi e, prima o poi, il famoso made in italy che tanto vogliamo preservare.
      Saluti,
      Federico Baglioni

  2. Andrea Maria Guarino ha detto:

    Buonasera Federico,
    ho letto un aggiornamento di stato su Facebook che ti riguarda, era riferito al ciclo di convegni “L’Italia unita contro la disinformazione scientifica”, sono interessato ed ho una proposta da farti, come posso contattarti?

    Andrea Maria Guarino, biotecnologo industriale e molecolare (Università degli studi di Napoli Federico II)

  3. Carlotta ha detto:

    Ciao, non so se hai visto cosa ha detto il ben poco Onorevole Scilipoti al Senato per convincere i Senatori del rischio alla salute umana portato dagli OGM: http://www.biotecnologo.eu/index.php/focus/433-scilipoti-spiega-cosa-sono-gli-o-g-m

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