Sfogo di un giovane (futuro) laureato in biotecnologie (vegetali)

Questo non è un post qualunque per parlare di scienza, di biotecnologie e di OGM. Questo non è un post per parlare del mio stato d’animo a due giorni dalla mia laurea magistrale. Questo non è nemmeno un post per dire che, sì, dovrei pensare a ripassare a più non posso la mia tesi, invece che star qui a lamentarmi con il mondo.

Ma non ce la faccio. Non ce la faccio perchè arrivato vicino a un traguardo tanto soddisfacente quanto importante e impegnativo non posso che pensare al futuro.

E il futuro, lo dicono tutti, è grigio.

Non solo perchè “c’è la crisi”, non solo perchè “la ricerca non viene valorizzata in Italia”. Certo, è vero, ma è troppo comodo scaricare le colpe sempre e solo su “altri”: dove questo “altri” fa generalmente parte di un’imprecisata “kasta” o degli odiati (ma sempre votati) politici. Perchè quando si ha veramente la possibilità di difendere la ricerca non lo si fa. Non lo si fa perchè, invece di difendere e aiutare chi nell’ombra fa il proprio lavoro di ricercatore, si preferisce rincorrere lo studio miracoloso, magari sponsorizzato da questo o quel personaggio “famoso”, senza che vi sia alcuna prova che dimostri una qualche efficacia. Non lo si fa quando la distruzione di un importante luogo per la divulgazione scientifica viene considerata solo occasione per riempire i giornali per una settimana (e parlare più che altro di mafie, complotti, politici locali ecc.) per poi far cadere la vicenda nel silenzio. Non lo si fa quando un campo di ricerca pubblico viene “sradicato” e poi letteralmente distrutto, per motivi che nulla hanno a che vedere con questioni sanitario/ambientali, senza che una sola voce (di una certa visibilità) si alzi, senza che nessuno gridi allo sdegno. Oggi l’ultimo esempio (ma, ripeto, solo l’ultimo di una lunga serie): “fermiamo l’invasione delle sementi OGM“, recita La Repubblica. No, non si sta parlando del sequel di Independence Day. Si sta parlando di una coltura (mais) modificata per resistere a un insetto. Per al precisione, si parla di un singolo carattere, con una specifica proprietà che nulla ha a che vedere, in termini di sicurezza, resa, proprietà organolettiche (ecc.), con qualsiasi altro OGM. Si sta parlando, soprattutto, della libertà di scelta di un agricoltore. Quella libertà che tanto si rimprovera alle autorità, ma che si è sempre prontissimi a rifiutare e vietare, con forza e cecità, a qualsiasi persona “non la pensi come noi”. Quella pseudo-libertà per cui c’è chi può vietare ad altri di coltivare questo o quello, in nome di improbabili contaminazioni mondiali e distruzioni delle tipicità italiane (ma da dove arrivano i mangimi della gran parte dei nostri prodotti?), e c’è chi non può coltivare il proprio campo con un mais OGM legalmente autorizzato e utilizzato senza problemi da un decennio. Di fronte a tutto questo (e tralasciato un sacco di vicende di altro tipo poco confortanti) c’è da chiedersi: quale mai potrà essere il futuro di un biotecnologo, specie vegetale, in Italia (e non solo)? Con che coraggio si andrà a parlare di ricerca, di rientro dei cervelli, di eccellenze, del futuro della tecnologia (parole, parole, parole), quando siamo noi, sì, noi cittadini, ancor prima dei politici, a far sì che la gente di talento venga cacciata via da questo paese perchè “nessuno li vuole”? In questo, va detto, la colpa va attribuita anche a  “noi scienziati” che, complice una vita piena di impegni, non abbiamo avuto tempo e forza per diffondere e spiegare la scienza scendendo da quella torre di avorio che tanto ci rimproverano. Ma siamo ancora in tempo. Non sarà mai troppo tardi…

Questo era un semplice sfogo (e in fondo, velata, anche una speranza).

Questo è lo sfogo di un giovane 24enne che, come tanti, si sta per laureare e che non vede un futuro in ricerca. Non vede un futuro in Italia. Sì, è vero, i politici saranno anche corrotti, ma siamo innazitutto noi che dobbiamo cambiare. Perchè se non cambiamo noi di mentalità, se non proviamo noi ad affrontare i nostri pregiudizi e la nostra ignoranza (ad esempio sulla scienza), se non proviamo noi a fare il primo passo facendo qualcosa che ci aspetteremmo da altri, come possiamo anche solo sperare che cambino loro? Come possiamo sperare che cambi il futuro della ricerca in Italia? Come possiamo sperare, in sostanza, che cambi l’Italia?

Federico Baglioni

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Informazioni su Federico Baglioni

Biotecnologo curioso, musicista e appassionato di divulgazione scientifica. Ho frequentato un Master di giornalismo scientifico a Roma e partecipato come animatore ai vari festival scientifici. Faccio parte della redazione di RAI Nautilus, scrivo su testate come LeScienze, GalileoNet e OggiScienza e organizzo eventi di informazione scientifica col movimento culturale Italia Unita Per La Scienza, del quale sono fondatore e coordinatore. Mi trovate anche su twitter @FedeBaglioni88
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13 risposte a Sfogo di un giovane (futuro) laureato in biotecnologie (vegetali)

  1. Lorenza ha detto:

    Eh Federico… c’è tanto, tanto lavoro da fare, per divulgare la conoscenza e aprire gli occhi alle persone che ci circondano. Ma noi non molliamo!

  2. lucadifino ha detto:

    Vedo tanti giovani, e non solo, correre dietro alle false promesse di chi vende ricette semplici per cambiare le cose (che sia il Grillo o il Vanoni di turno). Fortunatamente mi imbatto anche in giovani come te, e allora una speranza nel futuro di questa Italia torna a farsi viva.

    • argreblogger ha detto:

      no offense ma il movimento5stelle propone esattamente ciò che ha scritto federico baglioni: quello di partecipare direttamente, perchè se vogliamo cambiare le cose dobbiamo essere noi per primi a metterci in gioco, noi per primi dobbiamo impegnarci per diffondere la cultura scientifica, per allontanare l’ignoranza…La cosa a mio parere più importanteche sta diffondendo il moVimento è un “nuovo metodo” non il programma che in fin fine puo essere cambiato quando si vuole dai cittadini stessi…se questi lo vogliono…è naturale che se invece continueremo a delegare i nostri poteri ad altri, a sperare in cure miracolose perchè non abbiamo voglia di impegnarci in prima persona, a credere a incantatori di serpenti che si ergono a unici competenti o a salvatori unici della patria beh non andremo da nessuno parte…
      Cmq a poco a poco credo che lo stiamo capendo

      • fedebiotech ha detto:

        Francamente, senza voler entrare nel merito di questioni politiche o di quanto possa essere meglio rispetto al “vecchio”…non è certo con il M5S che l’Italia potrà “cambiare” in quanto ad attenzione verso gli aspetti scientifici. Proprio sugli OGM (ma non solo) le dichiarazioni di Beppe Grillo e della stragrande degli esponenti sono imbarazzanti in quanto a ignoranza e complottismo. La stessa Gabanelli appena votata da loro non è certo definibile come persona che ha fatto della scienza un mezzo per parlare di verità. PS. Gli incantatori non sono solo i brutti farabutti politici corrotti, sono anche quelli che danno ricette facili, improbabili soluzioni eco e “ritorno alla natura” a sproposito. Prima lo capiamo meglio è…

      • fedebiotech ha detto:

        mettersi in gioco, soprattutto, vuol dire prima studiare le cose che si vuole spiegare al mondo (ovvero affrontare la realtà delle cose in base agli strumenti scientifici, anche se va contro l’immaginario colelttivo e il proprio pregiudizio)….non spiegare le cose in base alle proprie convinzioni e poi cercare improbabili prove per dimostrare le proprie teorie….hai infatti dimenticato un passaggio fondamentale..io ho detto “se non proviamo noi ad affrontare i nostri pregiudizi e la nostra ignoranza”…questo non è la stessa cosa che hai detto tu…nè tantomeno la stessa cosa che intendono fare o han fatto i candidati del M5S..

      • argreblogger ha detto:

        concordo con te, non sarà il M5S a cambiare l’Italia: dobbiamo esserlo noi, ma a mio parere ha aperto una breccia, ha dato il La ad un cambiamento proprio di come concepire il mondo e il potere…è stato indicato un metodo..
        con la frase “se non proviamo noi ad affrontare i nostri pregiudizi e la nostra ignoranza” sono naturalmente d’accordo…ma come credi sia possibile raggiungere questo obiettivo? non credo basti un appello, non credo basti dirlo a una persona e questa da quel momento aprirà la mente..le risposte credo invece siano l’istruzione, l’accesso alla conoscenza e la condivisione della nostra conoscenza…
        Lo so che magari non avresti aver voluto parlare della situazione politica odierna in questo tuo sfogo ma io sono fermamente convinto che essa sia legata fortemente alla nostro situazione futura(anche io biologo ultimo anno magistrale biomol :)). Dobbiamo cercare di sfruttare questo momento di cambiamento per indirizzarlo nella direzione giusta (lontano dai qualunquismi e delle risposte facili) ma appunto sfruttarlo e non andargli contro sminuendolo, sfruttare la sua forza e il suo impeto…se no saremo sempre punto e capo, anzi continueremo a tornare indietro..

  3. bourbaki ha detto:

    L’ha ribloggato su Don't tread on mee ha commentato:
    uno sfogo esemplare, non si può che ricondividerlo.

  4. Pingback: Sfogo di un giovane (futuro) laureato in biotecnologie (vegetali) | Matteo Rossini

  5. la mia completa solidaietà di divulgatrice che studia il passato, ma proprio guarda all’avvenire. Ho condiviso la lettera su facebook col seguente commento: “Il grido di dolore di un giovane scienziato (o aspirante tale, se non emigra) che ha toccato con con mano come nel nostro paese la scienza non sia di casa e le si preferisca spesso i prodigi degli stregoni, i riti degli sciamani, le profezie degli estensori di oroscopi. Il paese che dà i natali a Galileo, ma dove a vincere è sempre Bellarmino.”

  6. Pingback: Uno sfogo (condivisibile) | Filippo Boschetti

  7. Enrico Marsili ha detto:

    Federico, se non emigri fra tre giorni vuol dire che 1)Credi che le cose possano migliorare; 2)Hai altr tipi di legami con l`Italia che non puoi spezzare. se vale la 1) allora mi aspetto che tu lotterai seriamente. Ti avverto pero`,dall`alto della mia vecchiaia, che hai davvero poche speranze, e gli esempi sono tanti. Se decidi in maniera coerente con quello che scrivi su questo blog, allora mi auguro di vederti presto emigrare e ci incontreremo in giro alle conferenze di biotecnologia. Saluti.

  8. Carlotta ha detto:

    sCUSATE SE MI INTROMETTO..MA..IL m5s NON è STATO UNO DEI MAGGIORI PROMOTORI DELL’APPROVAZIONE DELLA CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA? non so..ditemi voi se sbagliO!

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